Generale
28/04/2011 - Le Regioni hanno espresso un parere negativo sul quarto Conto Energia, il decreto che ridefinisce gli incentivi agli impianti fotovoltaici. Lo ha annunciato il Presidente della Conferenza dei Governatori, Vasco Errani, al termine della riunione. La decisione delle Regioni è dovuta al disaccordo su due punti: così com’è, il decreto non risolve il problema dei diritti acquisiti con il terzo Conto Energia, e la riduzione degli incentivi è troppo brusca.
Saglia ha aggiunto che il decreto sarà firmato domani dai Ministri Romani e Prestigiacomo. Secondo quanto previsto dal Dlgs 28/2011, il decreto sul quarto Conto Energia deve infatti essere emanato entro il 30 aprile.
Nella prima parte della mattinata, nel corso della riunione dei Governatori, le Regioni avevano definito le proprie richieste di emendamento:
- salvaguardare gli investimenti in corso, per tutelare una filiera, quella delle rinnovabili, che ha grandi potenzialità ed è strategica per il futuro;
- ridurre gradualmente gli incentivi, senza compromettere la crescita del settore;
- promuovere la bonifica dell’amianto e la contestuale installazione di impianti fotovoltaici (oggi è la Giornata Mondiale in memoria delle vittime dell’amianto).
Il Governo ha respinto le prime due; è stata invece accolta quella di collegare gli investimenti sul fotovoltaico alla bonifica dei tetti di amianto.
Questa mattina il Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, aveva detto “il nuovo provvedimento sulle rinnovabili è equilibrato, attento allo sviluppo del settore, assicura gli investimenti in corso e crea un quadro normativo positivo per gli investimenti futuri”. “Il confronto di oggi con le Regioni - secondo Prestigiacomo - può essere l’ultimo doveroso e utile passaggio istituzionale, a valle di un processo di consultazioni e dialogo che ha interessato tutti gli operatori del settore e le parti sociali”. “Con le Regioni c’è un accordo su quasi tutto, anche se su alcuni punti è in corso un approfondimento tecnico”. E aveva aggiunto: le Regioni “chiedono che il regime del terzo Conto Energia sia prorogato fino alla fine dell’anno. Noi su questo punto siamo contrari e possiamo mediare fino alla fine del mese di agosto”.
Le Regioni - ricordiamo - avrebbero dovuto emettere il proprio parere lo scorso 20 aprile, ma in quella data hanno chiesto di rinviare l’esame di una settimana perché, come ha spiegato il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, “sono stati fatti alcuni passi avanti, ma per noi rimangono forti criticità” (leggi tutto).
Il quarto Conto Energia disciplinerà il sistema di incentivazione degli impianti fotovoltaici che entreranno in esercizio tra il 1° settembre 2011 (il 1° giugno nella prima versione del decreto) e il 31 dicembre 2016. La bozza di decreto prevede un obiettivo nazionale di potenza installata di circa 23.000 MW corrispondente a 6 - 7 miliardi di euro all’anno di spesa per lo Stato. Il nuovo regime di sostegno si basa su obiettivi temporali progressivi di potenza installata e su previsioni annuali di spesa. Il superamento di tali previsioni non pregiudica l’accesso agli incentivi ma ne determina una ulteriore riduzione per il periodo successivo (tutti i contenuti del decreto).
La scorsa settimana l’Associazione nazionale dei Comuni italiani (Anci) ha presentato le proprie richieste di modifica al decreto: dare certezza al mercato fino al 2016; coniugare le esigenze delle imprese, del territorio e dei cittadini; ridurre più gradualmente gli incentivi, in modo da non superare, per i piccoli impianti, il 10% per il 2011 e il 20% nel 2012 (leggi tutto).
Nei giorni scorsi un gruppo di operatori stranieri, Photovoltaic Operators Investors*, ha intrapreso una procedura contro lo Stato Italiano. Gli operatori ricordano di aver avviato in Italia importanti investimenti nel settore dell’energia solare, sulla base di un quadro normativo perfezionatosi nell’agosto del 2010 (terzo Conto Energia), ma che a soli 3 mesi dalla data in cui ha iniziato a spiegare la sua efficacia è stato completamente disatteso dal Governo Italiano ed a breve potrebbe essere sostituito da un provvedimento, il Quarto Conto Energia, dai contenuti fortemente peggiorativi, retroattivi e discriminanti.
I ricorrenti sostengono che le previsioni normative contenute nel Quarto Conto Energia (così come quelle già contenute nel Dlgs Rinnovabili) violano gli obblighi nascenti dal Trattato di promozione e tutela degli investimenti previsti dall’Articolo 10 del Trattato sulla Carta dell’Energia e auspicano che le Amministrazioni a cui la lettera è indirizzata si attivino per emanare un provvedimento più equo in modo da tutelare e non pregiudicare gli investimenti già intrapresi consentendone il completamento come originariamente previsto.
* AES Solar Energy BV, Akuo Energy Sas, Fotowatio Renewable Ventures, Martifer Solar S.A., Siliken S.A. Solarig N-Gage S.A. e Wurth Solar GmbH & co. KG
20/04/2011 - Si riunirà questo pomeriggio alle 15.00 la Conferenza Stato-Regioni che, secondo quanto annunciato nei giorni scorsi dal Governo, dovrebbe esaminare il decreto per il quarto Conto Energia.
Ieri è stata diffusa la bozza del decreto che definisce gli incentivi agli impianti fotovoltaici che entreranno in esercizio tra il 1° giugno 2011 e il 31 dicembre 2016. L'obiettivo nazionale di potenza installata è indicato in circa 23.000 MW corrispondente a 6 - 7 miliardi di euro all’anno di incentivi.
Il nuovo regime di sostegno si basa su obiettivi temporali progressivi di potenza installata e su previsioni annuali di spesa. Il superamento di tali previsioni non pregiudica l’accesso agli incentivi ma ne determina una ulteriore riduzione per il periodo successivo.
Il nuovo sistema distingue tra piccoli impianti (su edifici o a terra inferiori a 200 kW, su edifici delle P.A. di qualsiasi potenza) e grandi impianti (diversi dai piccoli impianti), impianti integrati innovativi e impianti a concentrazione.
Per i grandi impianti, nel periodo compreso tra il 1° giugno 2011 e il 31 dicembre 2012, è previsto un limite di costo annuo, pari a 820 milioni di euro, corrispondenti a 3.100 MW. Per i piccoli impianti non è previsto alcun limite di costo ma una riduzione progressiva mensile.
Per gli anni dal 2013 al 2016, per gli impianti fotovoltaici grandi e piccoli (esclusi cioè quelli integrati innovativi e a concentrazione) è previsto un tetto massimo annuo di spesa e un obiettivo di potenza (per il primo semestre 2013 il tetto è di 240 milioni di euro e la potenza 1.115 MW). Il superamento di tali limiti non limita l’accesso alle tariffe incentivanti ma ne determina una ulteriore riduzione per il periodo successivo.
Per gli impianti integrati innovativi e a concentrazione, nel periodo compreso tra il 1° giugno 2011 e il 31 dicembre 2012, è prevista una riduzione progressiva mensile degli incentivi. Per gli anni dal 2013 al 2016, è previsto un meccanismo analogo agli impianti fotovoltaici grandi e piccoli.
LE PROTESTE
Oggi a Roma ci sarà il primo sciopero nazionale - indetto da Fiom-Cgil, Fim-Cisl, Uilm-Uil e ribattezzato Solar Day - dei lavoratori del settore del fotovoltaico e delle aziende del comparto rinnovabili. Nel pomeriggio, il movimento SOS Rinnovabili ha organizzato un sit-in in piazza Montecitorio.
“Se la bozza fosse confermata - ha commentato ieri il Presidente di Assosolare Gianni Chianetta - vorrebbe dire che il Governo italiano preferisce fare gli interessi di un’oligarchia di poche grandi aziende piuttosto che quelli di una moltitudine di piccole, medie e grandi imprese e dei cittadini italiani”. Secondo Chianetta, il forte taglio degli incentivi non è sostenibile dall’industria e continuerà a bloccare il settore, in primis le industrie italiane che hanno già annunciato la cassa integrazione per migliaia di persone. Il Segretario Generale di Assosolare Francesca Marchini ha confermato la posizione profondamente negativa dell’associazione sul decreto rinnovabili e ha preannunciato il ricorso alla Corte Costituzionale e alla Commissione Europea.
L’appoggio alla protesta arriva anche dalla Regione Umbria, preoccupata dalla “seria ipoteca sul futuro energetico del nostro Paese e sulle prospettive legate alla ‘green economy’” causata dal Decreto Romani. Secondo l’assessore regionale allo sviluppo economico dell’Umbria, occorre rimuovere ogni ipotesi di “cap” fisso per l’installato conteggiato in MW, e puntare su un “cap” variabile, analogo al sistema tedesco.
Alle mobilitazioni di oggi aderisce anche il Partito Democratico che, contemporaneamente al question time alla Camera chiederà al Governo di emanare al più presto il provvedimento correttivo, per adeguarsi alla mozione sulle rinnovabili approvata all’unanimità dal Parlamento nelle scorse settimane.
Nel dibattito interviene ANIMA, Federazione delle Associazioni dell’Industria Meccanica aderente a Confindustria, che chiede la giusta considerazione per le energie rinnovabili termiche. Il Presidente Sandro Bonomi sottolinea il contributo, rispetto al solare elettrico, delle rinnovabili termiche, riconosciute da fonti autorevoli quali l’ENEA, come la migliore e più efficiente tecnologia per il comfort domestico, “tecnologia made in Italy - spiega Bonomi - in cui il nostro paese è leader, prodotte in stabilimenti radicati nel nostro territorio, con una forza lavoro dal grande know how, invidiata da tutti i nostri competitor”.
“Dopo lunghi mesi di attesa finalmente possiamo pianificare gli investimenti dei prossimi tre anni”.
Grossi tagli dal 2011 agli incentivi sul fotovoltaico secondo il Nuovo Conto Energia, finalmente approvato dopo la Conferenza Stato Regioni (luglio 2010), il quale mantiene la durata delle tariffe incentivanti per 20 anni, ma con divisione degli impianti in diverse classi di potenza con incentivi decrescenti.
In pratica, si rivoluziona il Conto Energia 2007 sotto i seguenti aspetti:
Viene stabilita una potenza fotovoltaica incentivabile complessiva pari a 3.000 MW, cui si sommano 200 MW di "impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative" (cioè utilizzanti moduli e componenti speciali, sviluppati specificatamente per sostituire elementi architettonici, e che rispondono a determinati requisiti costruttivi e modalità di installazione) e 150 MW di "impianti fotovoltaici a concentrazione" (cioè che concentrano la radiazione solare su celle fotovoltaiche) e viene stabilito in 8.000 MW l'obiettivo di potenza FV cumulata da installare entro il 2020.
Viene abolita la precedente distinzione tra impianti non integrati, parzialmente integrati, integrati. Vengono introdotte due nuove categorie di impianti: (1) "Realizzati sugli edifici" e (2) "Altri impianti".
I valori delle tariffe incentivanti rimangono costanti per tutta la durata di 20 anni del Conto Energia.
Gli impianti di potenza inferiore a 200 kW possono beneficiare dello scambio sul posto (come nel C.E. 2007).
Vengono introdotte progressivamente le seguenti nuove tariffe incentivanti per i nuovi impianti realizzati a partire dal 1° gennaio 2011 fino al 31 dicembre 2011. Gli impianti che entrano in esercizio nel 2012 e nel 2013 hanno diritto alle tariffe della terza colonna (zona rosa della tabella) decurtate del 6% l'anno.
1) QUANTO DIMINUISCE L'INCENTIVO IN PRATICA
Con qualche semplice esempio concreto, vediamo quanto è la decurtazione, o "taglio" rispetto alle tariffe 2010:
Per un impianto domestico parzialmente integrato da 1-3 kW, si passerà dall'attuale tariffa 2010 di 0,422 €/kW a 0,38 €/kW se realizzato nel terzo quadrimestre 2011. Taglio = 10,0%
Per un impianto per piccola impresa su tetto (parzialmente integrato) da 3-20 kW, si passerà dall'attuale tariffa 2010 di 0,404 €/kW a 0,342 €/kW se realizzato nel terzo quadrimestre 2011. Taglio = 15,3%
Per un impianto di taglia industriale su tetto (parzialmente integrato) da 20-200 kW, si passerà dall'attuale tariffa 2010 di 0,384 €/kW a 0,323 €/kW se realizzato nel terzo quadrimestre 2011. Taglio = 16,0%
Per un impianto a terra di potenza medio-grande da 200-1.000 kW, si passerà dall'attuale tariffa 2010 di 0,346 €/kW a 0,266 €/kW se realizzato nel terzo quadrimestre 2011. Taglio = 23,1%
Per un impianto a terra di grande potenza da 1 MW o più, si passerà dall'attuale tariffa 2010 di 0,346 €/kW a 0,257 €/kW se realizzato nel terzo quadrimestre 2011. Taglio = 25,7%
2) TARIFFE PER IMPIANTI INTEGRATI CON CARATTERISTICHE INNOVATIVE
Per questo nuovo tipo di impianti - definito nel testo della legge come quelli "utilizzanti moduli e componenti speciali, sviluppati specificatamente per sostituire elementi architettonici, e che rispondono a determinati requisiti costruttivi e modalità di installazione" - che devono essere di potenza nominale compresa tra 1 kW e 5 MW, il Nuovo Conto Energia 2011 prevede le seguenti tariffe incentivanti:
1-20 = 0.44
20-200 = 0.40
>200 = 0.37
3) PREMI AGGIUNTIVI
Nell'ambito del Nuovo Conto Energia 2011, sono previsti i seguenti meccanismi premianti:
Gli impianti fotovoltaici realizzati su edifici e gli impianti integrati con caratteristiche innovative, operanti in regime di scambio sul posto, hanno diritto ad un premio aggiuntivo se abbinati ad un uso efficiente dell'energia. Tale premio può consistere in una maggiorazione fino al 30% della tariffa riconosciuta, per edifici che conseguono una riduzione di almeno il 10% di entrambi gli indici di prestazione energetica estiva e invernale, ovvero, per gli edifici di nuova costruzione, se ottengono una prestazione energetica per il raffrescamento estivo inferiore di almeno il 50% dei valori minimi individuati dall'art. 4, comma 3, del D.P.R. 59/2009.
Per gli impianti fotovoltaici non realizzati sugli edifici, ubicati in zone classificate industriali, commerciali, cave esaurite, area di pertinenza di discariche o di siti contaminati, la tariffa di cui all'art. 8 è incrementata del 5%.

