• Perché i cinesi hanno le mani sui prezzi dei moduli FV

    Redazione Qualenergia.it
    Il costo dei moduli FV in silicio cristallino di ‘migliore qualità’ dei 14 principali produttori cinesi è sui 50 $/W e si stima che si ridurrà ancora grazie ad innovazione e automazione. La loro quota di mercato mondiale sta superando il 50%. Probabilmente saranno loro a indirizzare ulteriormente verso il basso il prezzo medio di vendita dei moduli.
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    La quota di mercato mondiale dei 14 fornitori di moduli fotovoltaici cinesi ‘tier 1’ (la cosiddetta qualità best-in-class) nel terzo trimestre 2013 ha raggiunto ormai il 50%. E questo avrà certamente delle conseguenze sul mercato globale e sui prezzi di vendita.

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  • Utility contro produzione decentralizzata: RWE si rassegna alla transizione energetica

    Redazione Qualenergia.it
    La transizione energetica sta mettendo in crisi il modello basato sulla generazione centralizzata da fonti convenzionali, a favore di rinnovabili e generazione distribuita. Le utility devono adeguarsi. Il gigante tedesco dell'energia sembra averlo capito e in un documento riservato traccia una svolta strategica verso nuovi modelli di business.
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    Su Qualenergia.it lo stiamo ripetendo da tempo e lo avevavmo scritto solo alcuni giorni fa, citando un nuovo report di Citigroup che riprende l'avvertimento: il futuro dell'energia è nelle rinnovabili e nella generazione distribuita, mentre il modello basato sulla produzione centralizzata e unidirezionale da fonti convenzionali è già entrato in crisi.

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  • Nuovo nucleare britannico: l’elettricità costerà il doppio

    Redazione Qualenergia.it
    Raggiunto l'accordo tra Londra e EDF su Hinkley Point: l'elettricità prodotta dalla prima nuova centrale nucleare britannica, pronta nel 2023, verrà pagata non meno di 109 €/MWh, il doppio del suo valore di mercato. A coprire la differenza saranno i consumatori britannici. Un'altra prova che oggi il nucleare non serve ad abbassare le bollette.

    L'elettricità prodotta dalla prima nuova centrale nucleare britannica, pronta non prima del 2023, verrà pagata il doppio del suo valore di mercato e a coprire la differenza saranno i consumatori britannici.

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  • Francia, con la carbon tax meno caro il costo del lavoro

    Redazione Qualenergia.it
    Un emendamento alla legge di bilancio francese per il 2014 istituisce la cosiddetta "contribution climat énergie", una tassa sui combustibili fossili proporzionale al loro contenuto di carbonio. I proventi serviranno a ridurre il carico fiscale sul lavoro e a rendere più efficiente l'edilizia. Il gettito del 2015 è stimato a 2,5 miliardi e 4 per il 2016.

    L'annunciata carbon tax francese è stata approvata ieri dal Parlamento di Parigi. Un emendamento alla legge di bilancio 2014 istituisce infatti la cosiddetta "contribution climat énergie" (Cce), una tassa sui combustibili fossili proporzionale al loro contenuto di carbonio i cui proventi serviranno a ridurre il carico fiscale sul lavoro e a rendere più efficiente l'edilizia.

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  • Oettinger e la sospetta ‘censura’ sui sussidi a fossili e nucleare

    Redazione Qualenergia.it
    Il commissario europeo all'Energia, Gunther Oettinger, avrebbe fatto cancellare da un documento della Commissione i dati sull'entità dei sussidi pubblici alle fonti fossili e al nucleare, molto superiori agli aiuti ricevuti dalle energie rinnovabili. A rivelarlo un documento riservato pubblicato dalla testata tedesca Sueddeutsche.

    Il commissario europeo all'Energia Gunther Oettinger sarebbe intervenuto per far cancellare da un documento della Commissione l'entità dei sussidi pubblici alle fonti fossili e al nucleare, che ricevono molti più soldi pubblici di efficienza e rinnovabili. A rivelarlo un documento riservato, rivelato dalla testata tedesca Sueddeutsche.

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